Contesto di Riferimento - GBM

 

I problemi ambientali relativi al riscaldamento globale e al cambiamento climatico, emersi in tutta la loro criticità negli ultimi decenni, hanno posto in primo piano la necessità di salvaguardare un ecosistema costantemente minacciato dall’azione dell’uomo. Il tradizionale modello economico, incentrato sulla cosiddetta “Brown Economy”, si è infatti basato su uno sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, a lungo credute infinite, che non ha tenuto conto delle possibili conseguenze sull’ambiente e sulla società.

La Green Economy rappresenta un modello teorico di sviluppo economico che prende in considerazione, oltre ai benefici di un diverso sistema di produzione, l’impatto ambientale causato dal ciclo di trasformazione delle materie prime. La cosiddetta “economia verde” non soltanto riconosce i limiti del pianeta, ma li rimarca come confini all’interno dei quali deve muoversi il nuovo modello economico, basato su un uso sostenibile delle risorse naturali

e finalizzato ad una drastica riduzione degli impatti ambientali e sociali. La Green Economy, tuttavia, non può e non deve essere considerata esclusivamente come la parte “verde” dell’economia, ma come un nuovo modello economico tout court che investe la qualità della vita di tutto il genere umano, rendendola migliore e non esponendo le generazioni future a preoccupanti rischi ambientali e scarsità ecologiche.

L’obiettivo della green economy è quello di uno sviluppo sostenibile, che soltanto può realizzarsi lavorando verso un’economia verde; questa si presenta dunque come mezzo e fine di se stessa, ovvero come strumento attuativo dello sviluppo sostenibile, come via verso il cambiamento, che non è altro se non un nuovo modello economico sostenibile. In questa direzione, molti Paesi hanno fatto del tema ambiente un punto fondamentale delle loro politiche nazionali. Rappresentando un’alternativa ai vecchi sistemi produttivi, che si sono rivelati destinati al fallimento, la green economy è riuscita a ritagliarsi una fetta di mercato, ponendosi come motore di un cambiamento ormai improrogabile.

Le trasformazioni che sta subendo l’economia in questo senso, che siano dovute a processi spontanei di avanzamento scientifico e tecnologico o all’impegno messo in campo dai principali attori della scena mondiale, stanno determinando rilevanti cambiamenti nella domanda e nell’offerta di lavoro in quasi tutti i settori e le attività produttive. Nuove figure professionali saranno create e altre ancora trasformate in termini di competenze o metodi di lavoro. La Green Growth apre quindi nuovi orizzonti nel campo della ricerca e dell’industria, contribuendo di conseguenza alla creazione di un numero sempre maggiore di posti di lavoro, i cosiddetti “Green Jobs”. Secondo un report della Commissione Europea, fra il 2002 e il 2011 sono stati creati in Europa circa 4 milioni di “lavori verdi”, dato che acquista ancora più valore in prospettiva futura: secondo il report, infatti, entro il 2030 saranno creati più di 20 milioni di posti lavoro a livello europeo. I settori interessati sono numerosi, dall’agricoltura all’edilizia, dalle energie rinnovabili al turismo.

La transizione verso un’economia sostenibile non riguarda soltanto le produzioni connesse direttamente alle energie rinnovabili o al riciclo dei materiali, ma è un fenomeno che interessa sempre più aspetti dell’economia: la riduzione dei consumi energetici, delle emissioni clima-alteranti, dell’inquinamento atmosferico o la gestione dei rifiuti coinvolgono, infatti, trasversalmente tutti i settori dell’economia. La Green Economy rappresenta quindi, in questo senso, una risorsa per tutti nonché un punto di partenza per una nuova cultura che guardi al futuro del pianeta senza più intaccare indiscriminatamente le risorse ambientali