Contesto di Riferimento - BLM

 

La rapida evoluzione del settore dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture sta determinando una forte domanda di nuove figure professionali in grado di coniugare competenze altamente specialistiche con abilità trasversali di settore, quale economia e management dei trasporti, pianificazione strategica delle infrastrutture, politiche di marketing, gestione della mobilità delle merci e delle persone, trasporti e sviluppo del territorio.

Si fa riferimento al passaggio da Logistica a Logistica Integrata.

Se decenni fa, tradizionalmente l’azienda ragionava in termini di unità organizzative separate, affidando ad ogni comparto l’amministrazione di una ben definita attività, ad esempio suddividendo in maniera inequivocabile i settori adibiti all’approvvigionamento da quelli per l’elaborazione degli ordini o lo stoccaggio dai trasporti, oggi una visione così nettamente ripartita è superata, in favore di un approccio trasversale e complessivo. Con la globalizzazione dei mercati aumenta il livello di competitività, mentre lo sviluppo di nuove tecnologie, telecomunicazioni e trasporti fornisce alle imprese la possibilità di un controllo più esteso e interdisciplinare. Nasce così la logistica integrata, non più intesa come singola somma delle funzioni operative interne all’azienda, bensì come un sistema unico e interfunzionale, che supera una visione frammentata e un approccio per comparti, in favore del coordinamento strategico di tutte le attività gestionali. L’ultima fase del processo evolutivo della logistica è l’introduzione del concetto di Supply Chain Management, ossia la gestione della catena di distribuzione.

L’azienda, non più intesa come singola entità, si apre così a una visione più ampia, che la vede interconnessa a una rete di imprese, compartecipi al processo produttivo. Il tradizionale coordinamento aziendale interno si estende oggi a tutti i membri della catena di distribuzione, comprendendo fornitori e sub-fornitori, enti intermediari come grossisti o rivenditori e clienti finali, vale a dire tutti gli attori coinvolti nel flusso di prodotti e informazioni. Questa visione innovativa, dove l’aspetto collaborativo assume un ruolo centrale, ha portato a una profonda mutazione dell’organizzazione aziendale, anche dal punto di vista dell’assetto strutturale. Oggi, diverse imprese adottano strategie più dinamiche e flessibili, ad esempio puntando sulla delocalizzazione dei siti produttivi e dei depositi o commissionando a terzi le attività di movimentazione e trasporto.

Il fine ultimo della logistica integrata e della gestione della catena di distribuzione resta comunque un perfetto equilibrio fra efficienza ed efficacia: minimizzare i costi richiesti da un sistema logistico funzionale, garantendo, al contempo, migliori performance operative e un servizio di livello superiore. L’approccio complesso, fortemente innovativo, della Logistica Integrata, determina, quindi, l’esigenza di nuove figure professionali capaci di percepire, analizzare ed affrontare l’insieme delle sfide poste da dinamiche gestionali articolate. Non più “operatore di comparto” ma, una nuova figura di “manager” in grado di misurarsi con i nodi, le criticità, ma anche con le grandi opportunità di competizione e redditività offerte dalla “logistica integrata”, supporto primario di ogni sistema economico.