Contesto di Riferimento - MPC

 

Nel settore audiovisivo, la creazione è puro lavoro di squadra, con ciascun membro che concorre al successo finale della squadra stessa. La realtà della creazione di un'opera cinematografica, dall'idea iniziale alle riprese in sé (la produzione) al momento in cui il film compare sui grandi schermi (la distribuzione), è modellata dal lavoro di squadra.

Il pubblico, sullo schermo, vede unicamente le stelle del cinema, ma si tratta soltanto della punta di un iceberg. Un film di successo è innanzitutto figlio dell'ingegno di tutti i creativi, i cui nomi compaiono sullo schermo nei titoli di coda a fine film: gli sceneggiatori, i registi, le troupe tecniche, gli operatori di ripresa, i fotografi, le squadre effetti speciali ecc.

È il loro operato comune che dà forma alla nostra identità culturale e apre la porta alla diversità nelle nostre culture locali, nazionali, europee ed internazionali.

Wim Wenders ha delineato quest'idea con esattezza: “La cultura” (...) determina l'anima dell'Europa. E in questo campo, il cinema occupa una posizione privilegiata (...). Il film genera identificazione come nessun altro mezzo di comunicazione (...). Non soltanto proietta immagini, ma rispecchia l'immagine stessa della nostra società con i suoi valori, le sue abitudini, le sue speranze e i suoi timori (...). Il film plasma questi valori, a queste abitudini esso dà forma ed esercita la sua influenza sull'andamento di speranze e timori.”

Eppure, il ruolo del cinema nella società è duplice: si tratta di un bene sia culturale che economico. Fornisce un importante contributo all'economia europea in termini di crescita e occupazione, l’industria cinematografica plasma le identità europee rispecchiando la diversità culturale e linguistica, promuovendo le culture europee al di là delle frontiere e favorendo gli scambi culturali e la reciproca comprensione fra i cittadini.

Un settore audiovisivo (unito nella sua diversità) concorre alla crescita economica, crea nuovi posti di lavoro e funge da propulsore dell'innovazione sul mercato digitale europeo.

Con cinema digitale3, o D-Cinema (Digital Cinema), ci si riferisce all’uso nel cinema della tecnologia elettronica digitale per la realizzazione, distribuzione e quindi la proiezione di opere cinematografiche.

Il cinema digitale è un fenomeno mondiale che si avvia ormai al suo completamento, malgrado i cinematografi più piccoli abbiano ancora necessità di sostegno finanziario. Secondo l'Osservatorio europeo dell'audiovisivo (OEA), l'87% circa del totale delle 30.000 sale cinematografiche dell'UE era stato digitalizzato prima della fine del 2013.

Gli Stati Uniti sono ora il capofila del movimento che promuove il digitale. In Italia attualmente gli schermi abilitati al digitale sono circa 50, supportati da impresari non di grido, mentre il paese europeo che sta facendo grandi passi avanti in questo campo è la Gran Bretagna.

Con il passaggio al digitale i costi della distribuzione si andranno a dimezzare.

È proprio questa la nuova sfida del settore audiovisivo: la necessità di garantire una vera ed efficiente distribuzione delle opere cinematografiche europee, che ne assicuri la visibilità e raggiunga un pubblico più ampio.

Il 2014 è stato l'anno più straordinario in termini di numero assoluto di film europei distribuiti in tutta Europa: ne sono circolati 1500, il doppio dei film statunitensi. Il numero di spettatori dei film europei è tuttavia risultato inversamente proporzionale.

In Europa, i fondi dedicati alla commercializzazione e alla promozione spesso si attestano a malapena all'1% dei costi complessivi di produzione. Le opere statunitensi possono disporre invece di un budget per la commercializzazione che uguaglia i costi di produzione. La maggioranza delle opere cinematografiche europee, inoltre, è proiettata quasi esclusivamente nel relativo paese di origine. L'argomento a favore del dare impulso alla distribuzione e alla circolazione delle opere europee al di fuori dell'Europa è convincente non soltanto per i potenziali guadagni finanziari, ma soprattutto per i valori culturali che i film europei esprimono.

La distribuzione è, però, la fase in cui il film può effettivamente iniziare a produrre utili. È il secondo passaggio della filiera cinematografica e prevede strategie differenti per ogni tipo di opera prodotta.

Il settore della promozione dei film europei si sta concentrando sul ruolo dei nuovi canali di distribuzione quali i servizi di streaming o di video a richiesta. La distribuzione on-line infonde nuova vita alle opere cinematografiche.

L’industria europea, caleidoscopio di generi e qualità, vanta un patrimonio filmico che ha ispirato generazioni di cineasti e che viene apprezzato a livello mondiale. Tuttavia, nonostante la produzione risulti maggiore rispetto a quella statunitense, la maggior parte dei prodotti fatica a raggiungere tutto il suo potenziale pubblico in Europa e ancor meno nel mercato mondiale.

A differenza della produzione statunitense, il settore della cinematografia europea è costituita da piccole e medie imprese che dispongono di risorse molto limitate necessitando così, costantemente, dei difficili finanziamenti pubblici.

Un complesso continuamente scosso dai cambiamenti a livello di distribuzione e consumo provocati dalle tecnologie digitali.

La distribuzione cinematografica deve, quindi, fare i conti con i costi della digitalizzazione, i cambiamenti del comportamento del pubblico e con sempre nuovi soggetti (come piattaforme VOD o operatori delle telecomunicazioni) attivi nella distribuzione ma di scarso impatto nella produzione.

Nel 2014 il Parlamento Europeo ha dato vita a un programma “Europa Creativa” volto a incentivare la distribuzione di materiale cinematografico a livello transnazionale e a permettere agli spettatori un ventaglio crescente di opere su un numero crescente di piattaforme. L’incoraggiamento a  perseguire lo sviluppo di servizi innovativi, di nuovi modelli aziendali e di nuovi canali di distribuzione, al fine di migliorare la disponibilità transfrontaliera delle opere cinematografiche europee,  mostra la forte necessità di investire nel settore della promozione, in nuovi piani d’azione, e in nuovi canali e attori di distribuzione.

L’industria audiovisiva europea necessita di un contesto stimolante e di figure in grado di sfruttare a pieno il suo potenziale ottimizzando tutti i mezzi a propria disposizione.

Il Master Management della Distribuzione Cinematografica si presenta come una sfida al “vecchio” per lanciare sul mercato figure professionali che, studiando il presente, imparando dal passato e confrontandosi in un contesto internazionale, si voltino al domani della cinematografia con nuove strategie di distribuzione e in grado di utilizzare modelli commerciali nuovi e innovativi, in linea con le nuove tecnologie digitali.